Con la poesia, l’uomo esprime l’amore e i sentimenti, talvolta di gioia altre volte di dolore. Il poeta resta estasiato davanti alle bellezze del creato, ma anche disgustato davanti alle brutture che che accompagnano la nostra esistenza. Simone, consapevole delle difficoltà ad esprimere i propri sentimenti ed esitazione nel prendere una penna con cui poterli trasferire sulla carta, prende coraggio a pieni versi, senza esitazione, condivide senza veli i suoi sentimenti come solo un adolescente saprebbe fare.

A MIA MADRE

Gli occhi d’amore mi rapirono

le tue calde e morbide braccia si aprirono

per accogliere un bimbo tanto indifeso

per tirar su il mio viso offeso.

Con quei occhi vispi mi hai ipnotizzato

e con le tue carnose labbra

mi hai baciato.

L’amore di una madre sopravvive a qualsiasi cosa

il tuo cuore è piccolo ma dolce come una rosa.

A mia madre, che nel tuo hai raccolto il mio

amore

vorrei dedicare a te, della mia vita, tutte le ore.

Piango per il bene che ti voglio

io ti ringrazio perchè della mia vita

hai fatto un germoglio.

DEDICATA ALLA MIA VITA

Vengo dalle fitte pagine della mia famiglia,

dal caloroso abbraccio di mia madre,

dalle sue bianche mani leggiadre.

Vengo dal cuore della meraviglia.

Partorito dal manichino delle scelte,

giuste o sbagliate.

Io decido quali strade sono adeguate.

Vengo dai fogli graffiati della mia penna,

dall’oleoso inchiostro sulla mia mano.

Vengo dall’armonioso brano

degli uccellini sul fiume Senna.

Vengo dalla coperta calda della vita

che mi avvolge nel freddo stretto mondo

del futuro.


1 commento

Bruno · 11/08/2021 alle 08:40

E’ un componimento coinvolgente e diretto, autobiografico: complimenti!

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