Della chiesa intitolata a  san Domenico oggi non rimangono che ruderi in contrada Taverna di  Apollosa.Edificata l’anno 1706 dalla sig.ra Maddalena Capece  Piscicelli, vedova Guindazzo, duchessa di Apollosa, ad uso dei fedeli dalla contrda  Teverna di Apollosa e della contrade  Pretara e Tufara di Ceppaloni. Una fonte molto ricca di notizie, per  conoscere le originarie fattezze e lo stato del  monumento religioso è la relazione  dell’ Inventario Orsini, fatto in occasione  di una visita pastorale alla chiesa dell’anno 1712.

Chiesa di San Domenico in località Taverna di Apollosa

[……….] Si entra in questa chiesa per una porta che riguarda Occidente,sopra di cui e’ il nicchio dove sta dipinta S.Maria delle Grazie, San Domenico e San Filippo Neri, dipinti a fregio.Entro la chiesa nel muro laterale,dalla parte dell’epistola vi e’ la fonte di pietra di Vitulano ad uso dell’Acquasanta,dalla parte del Vangelo vedesi la Fonte convasca colla chiave di ottone,vicino alla quale vi e’ un genuflessario,un […………….] armadietto col sopracalice di noce.Questa chiesa consta di una nave lunga palmi 37 e larga palmi 20 e mezzo ha il suo pavimento di lastrico:detta nave e’ coverta di imbrici e ha il suo soffitto.Le pareti interiori sono stuccate ed imbiancate,le esteriori imbiancate ed arricciate. Nel muro del frontespizio vi sono due finestre a simetria,munite con vetriata a rezze [….]. A capo della chiesa rimpetto alla porta vedesi eretto l’Altare.Lo stipite di esso e’ di fabbrica dipinto a fragio davanti con mensa di pietra di Torrecuso a tre pezzi [..] e nel muro vedesi un Icona nel mezzo della quale sta decentemente collocato un quadro sopra tela dove venerasi la imagine del Patriarca San Domenico,con cornice di legno e stragallo sopradorato[….].

La chiesa è rimasta attiva e aperta al culto dei fedeli fino alla seconda metà degli anni 60 dello scorso secolo;la legge inesorabile del tempo, l’incuria e la mano profanatrice dell’uomo, immediatamente dopo la sconsacrazione e la chiusura al culto, nell’arco di circa quarant’anni, hanno provocato danni irreparabili alla struttura .L’edificio, in origine, si presentava di modeste dimensioni, ad una sola navata e senza particolari di gusto estetico.L’altare della chiesa fu consacrato il 24 ottobre dell’anno 1708; di questo evento e’ testimone una scritta, ancora esistente al suo interno sulla porta d’ingresso.Di seguito e’ riportata in una traduzione italiana e nel testo originale:
L’ARCIVESCOVO CARDINALE DI SANTA ROMANA CHIESAE VESCOVO DI TUSCOLOFRA VINCENZO MARIA ORSINIHA SOLENNEMENTE CONSACRATO QUESTO ALTARE UNICODEDICANDOLO A ONORE DI DIO E DEL SANTO CONFESSORE PATRIARCA DOMENICO IL 24 OTTOBRE 1708.

error: I contenuti di questo sito sono protetti!!!